Il metodo “Con cosa lo metto”
C’è una cosa che anni di consulenza d’immagine a centinaia di persone mi ha insegnato: ogni caso è diverso.
Non si può pensare di catalogare le figure (maschili o femminili) in regole rigide o schemi prefissati. Allo stesso modo, non si può pensare che la consegna di una palette possa essere la chiave per sapersi utilizzare i colori.
Ecco perché, nel tempo, ho creato un mio metodo con il quale insegno ai miei clienti a capire come valorizzarsi senza perdere di vista la propria individualità e questo vale nella vita personale così come in quella professionale.
Il metodo “Con cosa lo metto” si basa su 4 step fondamentali e imprescindibili:
- La comprensione dei propri punti di forza: tutti li abbiamo, ma siamo, per via della nostra natura umana, più inclini a vedere quelli di debolezza.
- L’uso del colore come strumento per esprimere la propria personalità: i colori che indossiamo influenzano non solo il nostro umore, ma anche le nostre performances.
- La definizione del proprio stile personale: vestirsi è comunicare: quando quello che indossiamo rappresenta quello che vogliamo esprimere, ci vediamo bene e ci sentiamo meglio, cosa che ha un riflesso immediato sul nostro modo di porci e di affrontare e gestire la nostra vita, sia professionale che personale.
- L’approccio (davvero) sostenibile al guardaroba: spesso, tutto quello che ci serve è già nel nostro armadio. Maggiore consapevolezza del proprio stile, della propria fisionomia e dell’uso del colore permettono di razionalizzare il guardaroba e di limitare al minimo gli acquisti.
Tutto il mio approccio alla consulenza d’immagine e alla formazione si basa su questi presupposti, che sono le fondamenta del mio modo di lavorare.






Ma un metodo non basta
Un metodo, anche il migliore e più efficace del mondo, non è sufficiente se non ci sono altri due presupposti fondamentali:
- L’esperienza: quella che si matura sul campo, con centinaia di persone, di età, stili, stili di vita e necessità differenti. Quella che aiuta a capire a colpo d’occhio ciò che serve per permettere al cliente di trovare il proprio stile personale e che trasforma un look da buono a unico.
- L’empatia: la consulenza d’immagine è impensabile senza la connessione con il cliente. Che sia un privato o un’azienda, la comprensione delle necessità e il sapersi avvicinare con un tono di voce chiaro, ma che non sovrasta è una caratteristica necessaria. Il cliente deve fidarsi e affidarsi, sentendo di aver trovato la persona giusta: quella che lo porterà ad un altro livello.
“Good clothes can’t put an unqualified person in the boardroom, but bad clothes can keep a qualified person out.””
John T. Malloy, autore di Dress for Success